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pro-fuga

interventi di animazione culturale nei campi profughi della ex-Jugoslavia in Slovenia

scambio interculturale con scuola materna statale di Germanedo - Lecco


 

Progetto di  scambio interculturale  tra bambini della  Scuola  Materna Statale di  Lecco e   bambini bosniaci  ospitati nei campi profughi della città slovena di Velenje

 

1.      PRESENTAZIONE

L'idea di  un progetto di  scambio interculturale  tra bambini di una  scuola  materna di  Lecco e   bambini bosniaci  ospitati nei campi profughi della Slovenia, nasce dopo una breve esperienza di animazione teatrale  condotta  presso due  campi profughi sloveni dalla cooperativa Unoteatro.

Obiettivo principale di questa  prima esperienza  e' stato quello di verificare la  necessità  e la fattibilità  di un progetto di scambio  culturale  che,  integrando  l'attività  di  assistenza alimentare e sanitaria realizzata dall'associazione MIR  SADA  di Lecco,  riuscisse  ha coinvolgere direttamente insegnanti, alunni e genitori  delle scuole materne, elementari e medie della nostra Provincia. Quello  qui descritto e'  quindi  la  parte, di  un  progetto più complesso, relativo all'attività  della Scuola Materna Statale di Germanedo nel Comune di Lecco e di due campi di profughi bosniaci ospitati nella città di Velenje (Slovenia).

 

2. IL PROGETTO

Progetto di scambio interculturale con profughi bosniaci provvisoriamente accolti nei campi sloveni della città di Velenje. In particolare il progetto prevede uno scambio tra i bambini  di una Scuola Materna di Lecco e i bambini ospitati nei campi della città slovena.

 

2.1. I SOGGETTI COINVOLTI

 

I bambini, i genitori e le insegnanti della Scuola Materna Statale di Germanedo - Lecco. I bambini i genitori  e le  persone  che  vivendo  nei  due campi profughi  di Velenje,  intendono occuparsi dei  fanciulli che non frequentano scuole  slovene o,  comunque,  piu' in generale delle condizioni di vita dei piccoli che vivono nei campi.

La  cooperativa   Unoteatro   e  l'associazione   Mir  Sada  come propositori,  mediatori  fra le  due realtà  e come strumenti di comunicazione fra campi profughi e scuola materna.

In  prospettiva e'  possibile un  coinvolgimento  nel progetto di enti  locali,  istituzioni  e  altri  gruppi  e  associazioni sia slovene sia italiane  per rendere possibile  la  realizzazione di momenti di incontro fra le due realtà.

 

2.2. GLI OBIETTIVI

 

Lo  scambio,   reso  possibile  dalla  collaborazione  di  alcune insegnanti  con la cooperativa  Unoteatro, prevede l'elaborazione di  una progetto  specifico che sarà  comunque  complementare al programma più  generale  di  "incontro con  la  diversità" già programmato nella scuola materna di Germanedo.

 

Il  progetto  quindi non  nasce esclusivamente da un  "bisogno di solidarietà",  ma si struttura con obiettivi interni alla scuola materna di Lecco e con obiettivi mirati alle esigenze dei bambini dei campi.

 

2.2.1. GLI OBIETTIVI DEI CAMPI

 

In realtà  non sappiamo se le persone che si occupano dei bambini all’interno dei campi, hanno definito degli obiettivi. E'  a nostra conoscenza l'esistenza,  nel campo di Vegrad, di una sorta di scuola materna per i bimbi che non frequentano la scuola slovena.

 

L'esperienza diretta,  avuta durante il viaggio del 13-14 ottobre 1995,  ha registrato la richiesta di materiale  per continuare il lavoro  di animazione svolto da Unoteatro con i bambini dei campi, comunicando  in  questo modo, implicitamente,  l'esigenza di  avere strumenti  e  materiali per continuare il lavoro.

 

Se quindi  gli  obiettivi propri di chi gestisce  i campi  ci sono sconosciuti (ma si dovrà fare in modo di conoscerli precisamente e  di   farseli  esplicitare)   possiamo  noi  ipotizzare  alcuni obiettivi generali che a nostro avviso risultano utili alla situazione dei campi visitati.

 

a. 

L'apertura,   o  riapertura  o  rafforzamento  nei  due  campi    profughi di uno “spazio infanzia” che possa riempire il non poco tempo libero dei bambini con attività  ludico-creative  e' il    principale  obiettivo  per   fornire  ai   bambini  dei  campi    profughi un'occasione di gioco creativo indispensabile per una crescita completa della personalità.

b.

Il  secondo  obiettivo   ipotizzabile  e'   quello  di  creare  all'interno  dei campi uno spazio  di  attività permanente per  fanciulli e bambini,  auto-gestito  da  persone  che  nei campi vivono,  e  supportato  (adottato)  attraverso  il  rapporto si scambio interculturale con le scuole del lecchese.

c. 

L'altro obiettivo,  anche per gli operatori del  campo, potrebbe essere  quello  dello   scambio   con   l'esterno,  con  altre  situazioni ludico-didattico-creative della città e ovviamente con le scuole di Lecco.

 

2.2.2. OBIETTIVI DELLA SCUOLA MATERNA DI GERMANEDO

 

I FASE

II FASE

III FASE

IV FASE

V FASE

CONOSCENZA DI SÈ

LA SCOPERTA DELL’ALTRO

IL CONFRONTO CON IL NON CONOSCIUTO

IL SUPERAMENTO DI ALCUNE PAURE

COMUNICAZIONE AGLI ALTRI

animazione teatrale conclusiva come proposta di scambio-incontro con la comunità

Gli  obiettivi  ipotizzati dalla scuola materna  statale di Germanedo che partecipa all'iniziativa, fanno parte della programmazione di  una più vasta progettualità  che sinteticamente riportiamo nel riquadro.L'esperienza  di scambio  culturale con i campi  profughi  sloveni tocca in particolare le fasi II, III, IV, V. 

Praticamente tutto il progetto della scuola materna.

Eventualmente  la  V FASE, quella dell’incontro diretto tra bambini e scuole,    potrebbe  diventare  realizzabile in collaborazione  con i profughi   a  patto di  poter  superare una serie di difficoltà  organizzative ed economiche, o comunque si potrà realizzare attraverso altri strumenti mediatici.

 

2.3. LE FASI DEL PROGETTO

 

Le modalità di attuazione dell'ipotesi “spazio infanzia”prevedono tre fasi di sviluppo del progetto:

 

2.3.1. invio di materiali

2.3.2. scambio di materiali

2.3.3. incontro

 

2.3.1. INVIO MATERIALI PER LO SPAZIO INFANZIA

 

Perchè  questo  progetto  si  compia  è  necessario  fornire agli “spazi infanzia” dei campi  i materiali e gli strumenti che verranno ritenuti necessari  per il lavoro.

Si sono individuati tre tipologie di materiali da recuperare o produrre:

a. materiale facile consumo

b. materiale didattico

c. materiale ludico

 

a.

Il  primo passo  è  quello  di  rispondere  all'urgenza  di dare continuità  ad un embrione di esperienza di lavoro con i bambini,  stimolato  anche  dall'intervento  in  loco  degli  animatori  di Unoteatro.

Quindi l'invio di materiale di facile  consumo è  il primo passo che permette di ipotizzare l'apertura dello “spazio infanzia”. La  raccolta  del  materiale  avverà   attivando  i  bambini,  i genitori, le scuole che entreranno a far parte del progetto. 

b.

È  ugualmente  importante  l'invio  di  materiale  didattico che indichi, a  chi  si  occuperà  della  gestione  dello “ spazio infanzia”,  dei percorsi didattici, ludici, creativi. Suggerimenti ed esempi sulle possibili attività e modalità di intervento. 

c.

Materiale  ludico;  non  solo giocattoli,  ma oggetti, strumenti, strutture che permettano di creare situazioni di gioco. In particolare è  possibile dotare  i campi di  una  piccola, ma funzionale ludoteca e biblioteca.

Giochi,  strutture,  libri saranno prodotti dalle scuole di Lecco coinvolte nel progetto.

 

2.3.2. SCAMBIO DI MATERIALI

 

Già  i  punti b.  e c. sopra descritti,  relativi  alla  prima fase  del progetto, lasciano intravedere le  possibili modalità  di  scambio  fra lo “spazio infanzia” e le scuole di Lecco . Si tratta semplicemente di rendere reciproca (in una seconda fase del  progetto,  quando  lo  “spazio  infanzia”  avrà consolidato le proprie esperienze) l'attività di invio di elaborati, giochi, libri,.... prodotti dai bambini della scuola di Lecco e di Velenje.

 

Si prevedono diversi tipi di materiali da scambiare:

 

a. prodotti dai bambini:

                                   disegni

                                   foto, dia, video

                                   testi, storie, libri

                                   canzoni, musiche, filastrocche

                                   burattini, prodotti di manipolazione

                                   lettere didattiche

                                  

b. prodotti dagli  insegnanti:

                                   progetti e percorsi didattici

                                   schede di lavoro

                                   riflessioni e note

                                  

Lo scambio di  materiali,  dei  bambini,  ma  anche  delle figure adulte,  è  il passo  successivo del progetto,  ed è ipotizzato come obiettivo che lo “ spazio infanzia” si dovrebbe dare per uscire dall'isolamento della vita del campo. Primo   obiettivo    dello   scambio   è    quello   di   uscire psicologicamente dall'isolamento per entrare in  rapporto con una diversa e lontana realtà.

Ma ciò  non deve costituire motivo di "fuga" dalla realtà della vita quotidiana. Quindi la produzione di materiali per la comunicazione, stimolata dal rapporto di scambio con le  scuole di Lecco,  potrebbe essere ripresa e giocata  a  livello  locale  per  aprire  un  canale di comunicazione con le scuole slovene.

In  questa prospettiva non  è  impensabile riuscire a costruire un rapporto fra “spazio infanzia” dei  campi   e scuole slovene dove i ragazzi e i bambini profughi in età  di scuola dell'obbligo sono inseriti.

Lo  scambio   poi  persegue  un  secondo  obiettivo:  quello  del confronto e  dell'arricchimento delle esperienze sia tra  bambini sia tra insegnanti e genitori in un  momento di  confronto a distanza con culture diverse. In  questo senso  il momento dello  scambio rientra perfettamente anche  negli  obiettivi  del   progetto  di  "viaggio   verso  la diversità"  attuato dalla Scuola Materna Statale di Germanedo.

 

2.3.3. INCONTRI

 

Ultima  fase  ipotizzata  è  quella  dell'incontro personale tra insegnanti, genitori e bambini dei campi e delle scuole di Lecco di cui si ipotizzano diverse modalità di realizzazione:

a. incontri a Lecco

b. incontri nei campi sloveni

c. incontri con la città che ospita i campi

e ancora:

a. incontri tra bambini

b. incontri tra insegnanti

c. tra genitori

Scambi che diventano incontri. L'incontrare l'altro fisicamente per comunicare  al  di là delle mediazioni,  degli   strumenti  di   comunicazione  necessari  per superare le distanze materiali. Per una comunicazione non verbale che  permetta  la  realizzazione  di   un'esperienza  conoscitiva immediata.

Incontrare per   conoscere la realtà dell'altro, per aggiornarsi e raccogliere impressioni, immagini, materiali. 

Anche  in  questo  caso,  come ipotizzato  per  il  momento dello scambio,  l'incontro deve  essere  reciproco,  e può  avvenire a livello di genitori, di operatori educativi e di bambini.

Riteniamo possa rappresentare un'esperienza  stimolante la  possibilità  per educatori,  genitori e  bambini profughi di visitare  la scuola e incontrare  insegnanti,  genitori e bambini con cui  sono  stati  in  contatto  e  hanno  scambiato materiali.

Possiamo incontrarci anche   a  mezza  strada,   nella città slovena che  ospita i campi. Fuori dai campi  ci incontriamo per incontrare altri ancora “diversi” rispetto alle nostre diversità.

 

3. LE ATTIVITÀ

 

Sulla base del progetto generale di scambio interculturale e per il raggiungimento degli obiettivi ipotizzati, in fase di programmazione sono state elaborate tre linee su cui sviluppare le attività: 

3.1. conoscere per incontrare

3.2. laboratori

3.3. feste

Di seguito riportiamo una sintesi significativa del diario delle attività divisa nei tre argomenti generali.

 

3.1. CONOSCERE PER INCONTRARE

 

Lo sfondo integratore su cui si è inserito il progetto di scambio interculturale prevedeva la presenza di tre amici fantastici.

I  bambini della scuola  materna di  Germanedo  sono accompagnati nelle proposte educative da  tre amici:  il "draghetto Grisù",  "orsetto rosso"  e lo  "gnomo Berto";  i tre personaggi sono abbinati rispettivamente ai bambini di 5, 4 e 3 anni. 

"Ciao bambini,  siamo Grisù,  orsetto rosso e lo gnomo Berto;  in  questi giorni abbiamo fatto un  viaggio  interessante: una mattina,   molto presto,  siamo  partiti con il  pulman e dopo   molte ore di viaggio,  siamo arrivati in un paese  lontano che  si chiamava Iugoslavia dove c'è la guerra. Cercavamo la scuola materna ed abbiamo chiesto  indicazioni ad un signore. Parlava una lingua diversa dalla nostra ed alcune parole non le ha capite però ci ha mostrato una costruzione.  Non sembrava una scuola  perchè  la guerra ha distrutto quasi tutto; dentro  c'erano  pochi  tavoli  poche   sedie,  pochi  pennarelli....e tantissimi bambini.  Quando ci hanno  visto ci  hanno salutato  dicendo:"ZDRAVO"  (vuol  dire  ciao)  ed hanno cantato un'allegra canzone.  Questi bambini hanno voglia  di  fare tante cose ma  non hanno materiale a sufficienza.  Noi sappiamo  che  voi  bambini fate esperienze interessanti: perchè non le scambiate con loro?"

 

8 novembre 1995

Arriva  alla  scuola materna  una lettera inviata dai  tre amici. Ecco il testo:

 

9-10 novembre 1995

Rappresentazione grafica del pulmino usato dai  nostri  amici per compiere il viaggio conversazioni per far emergere le conoscenze dei bambini relative alla guerra

 

15 novembre 1995

Presentazione ai bambini di  diapositive illustranti  il contesto in cui vivono i bambini del campo profughi di Velenje.

Verbalizzazione sulle impressioni emerse e ricerca delle modalità per aiutare i bambini del campo.

Le proposte emerse:

 

a. raccogliere materiale di facile consumo

b. farci  aiutare  dai  genitori  a  costruire  "cose" simpatiche e divertenti

Ai Genitori di........................

Quest'anno,  nel quadro dell'azione educativa,  abbiamo deciso di avviare un  interscambio  culturale con  la  scuola materna  allestita all'interno di un campo profughi a Velenje, nella ex   Iugoslavia.   I  bambini  di  questa  scuola   necessitano  di materiale  didattico  di  facile  comsumo:  pennarelli, fogli,  matite,  temperini,  album da disegno,  carta velina, colla in   stick.....  Chiediamo  la  vostra  disponibilità  a partecipare  a questa  importante  iniziativa.  Il materiale  deve  essere  portato a  scuola entro il 15  novembre perchè per tale data partirà un  camion  diretto a questo  campo.  Questo  è  il primo momento operativo    di   scambio    successivamente   avvieremo   una comunicazione diretta  con  invio  di  alcune  nostre proposte  corredate di materiali.

Questionario rivolto ai genitori di............

 

Ci piacerebbe conoscere la Vostra disponibilità relativa a qualche competenza di:

                               mamma         papà

  

CUCITO                   |__|                 |__|

 

FALEGNAMERIA   |__|                 |__|

 

GIARDINAGGIO      |__|                 |__|

 

PITTURA                  |__|                 |__|

 

FOTOGRAFIA          |__|                 |__|

 

ALTRO...................    |__|                 |__|

 

per poter fare insieme delle “cose” che contribuiscano al buon funzionamento della scuola.

 

                                   le insegnanti

 

Avviso  rivolto  ai  genitori  per  la  prima  e  per  la seconda proposta:

  

3.1.1. CONOSCENZA SI SÈ

 

Dopo  l'arrivo  della  lettera  motivante  (proposta  stimolo) si presenta il seguente problema (problema stimolo): come possiamo conoscerci per conoscere l'altro?

Attraverso la conoscenza di sé con:

a. giochi per la presentazione

b. giochi con il corpo

c. sagoma individuale

d. carta d'identità

e. giochi psicomotori:

e.1. percezione

e.2. concetti spaziali

e.3. concetti topologici

e.4. percorsi

f. storia personale:

f.1. concetti temporali

f.2. invenzione di storie

f.3. invenzione di filastrocche

f.4. giochi mimici e simbolici

f.5. associazioni di immagini

3.1.2. LA SCOPERTA DELL’ALTRO

 

Il percorso verso la scoperta dell’altro avviene con:

 

a. invio e scambio di materiale (dia, foto, video...)

b. preparazione  di  materiale  didattico  (libretti,  disegni ed esperienze      documentate attraverso   lettere didattiche)

16 novembre 1995

Da Velenje arriva  alla  scuola materna un pacco;  contiene tante realizzazioni  individuali  e  di  gruppo  ottenute  con tecniche diverse  (  utilizzo di  semi,  foglie,  bastoncini, lana, china, effetti tridimensionali ottenuti con le piegature).

C’è  anche un simpatico libretto a forma di orsetto: ogni pagina è  stata  realizzata  dal singolo  bambino  con  un  disegno, la propria fotografia,  la firma e la dicitura dell'età anagrafica.

 

17 novembre 1995

I  bambini  della scuola  materna  di  Germanedo  commentano  le immagini,  apprezzano  il  lavoro  e  manifestano  l'esigenza  di iniziare uno scambio di materiali per avviare la conoscenza. Viene preparato  un burattino di carta da  infilare  sul dito con incollata una foto al posto della testa  che ritrae  il volto del bambino stesso.

 

20 novembre 1995

Suddivisione dei bambini  per  gruppi  di  età:  da  questa data alcune attività vengono svolte nei gruppi di età omogenee.

Nasce l'esigenza di approfondire la conoscenza di noi  stessi per prendere coscienza delle  nostre capacità  e per farci conoscere sia dai nostri compagni, sia dalle persone che non abbiamo ancora incontrato. Come possiamo fare?

a.

Con la riproduzione grafica della sagoma del proprio corpo su un cartone; successiva coloritura con le  tempere, ritaglio e aggiunta degli elementi  del viso,  vestizione della sagoma con dei propri vestiti, drammatizzazione, giochi mimici individuali e di gruppo.

L'attività  è  stata ripresa fotograficamente nelle varie fasi e, in seguito, è  stata realizzata una "lettera didattica" suddivisa in sequenze che abbiamo inviato agli amici di Velenje.

b.

Verbalizzazione  per  far  scaturire  l'importanza  della carta 'identità,   visione  di  un  documento  per  far  emergere  le caratteristiche che servono  all'identificazione  di  se stessi, nome,  cognome, età, indirizzo, professione, colore degli occhi, dei capelli, altezza e  segni  particolari  (noi  abbiamo  aggiunto  :  peso e preferenze  relative  alle  attività  ludiche o manipolative o pittoriche ecc.)

c.

Realizzazione grafica:

coloritura dell'ovale del viso, inserimento di tutti gli elementi che rispecchiano  il  colore  e le  caratteristiche  del bambino; impronte  della  bocca,   della  mano,   del  piede  e  attività psicomotorie per riflettere sul concetto di peso e di altezza.

  

3.2. LABORATORI

 

L'allestimento dei laboratori  è  la  condizione  necessaria per basare l'apprendimento sulla ricerca e per dare largo spazio alle attività di produzione e alla socializzazione delle esperienze.

Nella   scuola   sono   stati   allestiti   tre   laboratori:

 

3.2.1. laboratorio di manipolazione

3.2.2. laboratorio di giardinaggio

3.2.3. laboratorio di cucina

3.2.4. laboratorio produzione libretti

3.2.1. LABORATORIO DI MANIPOLAZIONE CREATIVA

 

dicembre 1995

I bambini della scuola  materna di Germanedo  hanno manipolato la pasta di sale e con questa hanno realizzato decorazioni natalizie (stelline, corone...)

Nello stesso  periodo i bambini  del  campo  profughi  di Velenje hanno inviato svariati  biglietti augurali  dipinti su cartoncino con pittura a tempera: alcuni con effetto acquarellato, altri con l'impasto cromatico di notevole consistenza.  

                       

gennaio-febbraio 1996

In un  secondo momento tale  laboratorio è  stato potenziato con l'allestimento di un angolo permanente all'interno delle sezioni.

L'obiettivo  è  quello di offrire ai bambini  la possibilità di manipolare e percepire materiali di consistenza e caratteristiche diverse   con   i   quali   arrivare  ad  elaborare   un'idea  da progettare.

 

Le fasi  dell'attività  dalla rilevazione degli  interessi, alla riflessione, alla progettazione, all'attuazione delle esperienze, alla verbalizzazione ai compagni del proprio prodotto  sono state documentate con  foto,  video, registrazioni e lettere didattiche per rendere partecipi gli amici di Velenje.

 

3.2.2. LABORATORIO DI GIARDINAGGIO

 

Questo laboratorio è  stato  progettato  sia  perché  i bambini manifestano  una spiccata curiosità  per i mutamenti  e le cause dei  fenomeni sia perché  il contatto con la  realtà ambientale (il  giardino,  il prato,  il  parco)  favorisce la capacità  di operare relazioni di natura temporale e causale.

Gli  spazi  adibiti  a  laboratorio  sono  stati  strutturati nel giardino della scuola  con zone  delimitate  alla  semina (talee, bulbi)   e  al   compostaggio   e   all'interno   per  effettuare osservazioni più  mirate  per  aiutare  il  bambino  a  costruire atteggiamenti e comportamenti che siano un modo  più corretto di rapportarsi   con   la  natura.   Anche   l'attività  di  questo laboratorio è  stata documentata con foto e raccolta  in lettere didattiche per un significativo scambio.

  

3.2.3. LABORATORIO DI CUCINA

 

Questo laboratorio mirato  alla conoscenza delle sostanze usate, alla  verifica  delle  previsioni   attraverso  la  manipolazione diretta,  alla  scelta  dei  recipienti  come  unità  di misura, all'osservazione dei cambiamenti di stato degli elementi è stato anche finalizzato alla produzione di un ricettario.

 

La trascrizione  delle ricette  ha  impegnato  i  bambini  a fare ipotesi su ciò che era scritto sulle scatole degli ingredienti e nel tentativo di riscrivere le stesse parole.

All'interno del gruppo sono emerse le  abitudini socio-alimentari relative sia all’uso di preparare alcuni cibi in casa sia alla tendenza di acquistarli già   pronti  al  supermercato.  

Al  termine  delle attività  una copia del ricettario  è  stata inviata ai bambini del  campo per far loro  conoscere alcune  nostre ricette (pizza, torte, chiacchiere....)

 

3.2.4. LABORATORIO PRODUZIONE LIBRETTI

 

Alcuni con sole immagini, altri  con  testo  tradotto  nelle  lingue  slave  da  parte  di insegnanti  e  genitori,  per  allestire  all'interno   dei  campi profughi una biblioteca.

 

3.3. FESTE

 

dicembre 1995

Conversazione e stesura di un racconto intitolato:"Il fiore della pace"  da  drammatizzare e rappresentare durante la  festa  con i genitori prima di Natale.

 

Dal  racconto  emerge  il  seguente   messaggio:  valorizzare  la diversità per una convivenza serena e costruttiva.

 

Suddivisione del racconto in sequenze:

 

MERCOLEDI 20 DICEMBRE 1995 avrà luogo alle ore 18.00 la festa    di Natale nella quale i bambini proporanno  uno spettacolo dal titolo "Il fiore della pace". La storia  che  presentiamo è  collegata al progetto in atto di interscambio culturale  con i bambini  del campo profughi  di  Velenje.  Verrà sottolineato  l'eterno comportamento dell'uomo che desidera e parla  di pace   (convegni, conferenze) ma, nonostante l'impegno prefissato, la sua incoerenza prevale    e genera comportamenti  prevaricatori sui "diversi".Vi  aspettiamo  e  Vi  ringraziamo  per  aver  collaborato con entusiasmo alla raccolta del materiale didattico che  è stato inviato a Velenje.

1 visione del globo terrestre in situzione di oscurità

2 la creazione: presentazione degli elementi

3 gli uomini primitivi

4 la società di oggi

5 arrivo del "diverso"

6 situazione conflittuale (rifiuto del diverso)

7 costruzione di barriere per dividere i "diversi"

8 conflitto (guerra)

9 comparsa del "fiore della pace" che nasce tra le barriere

 

15 dicembre 1995

Consegnato ai  genitori  l'avviso che spiega  il significato della festa. 

Invio a Velenje del testo del racconto,  di  foto  e  di  una videocassetta registrata durante la rappresentazione.

 

febbraio 1996

Lettura e drammatizzazione di una storia ("Il  pirata gambamoscia" che presenta una versione diversificata della guerra.). Costruzione  di  un  galeone e di  due mascheroni  in carta pesta raffiguranti  i  due  protagonisti.  Tali  mascheroni  sono stati realizzati con l'aiuto di un genitore (riempitura con segatura di un sacco di  plastica,  chiusura  e  formazione  di  un supporto di forma sferica, incollatura di strisce di carta di giornale con colla da parati sulla  superficie,  utilizzo