home

centro di documentazione


torna a unoteatro

torna all'indice


 


pro-fuga

interventi di animazione culturale nei campi profughi della ex-Jugoslavia in Slovenia

scambio interculturale con scuola media statale "L.B. Vassena" di Valmadrera-Lecco


 

1. PRESENTAZIONE

 

1.1. Il punto di partenza

 

Nei giorni  13  e 14  ottobre 1995  la  cooperativa unoteatro, su invito dell'associazione  umanitaria MIR SADA di  Lecco, realizza alcuni  momenti di  animazione  nei  campi  profughi  della città slovena di Velenje.

 Quanto  segue è un  frammento tratto  dal diario di lavoro  di un attore della cooperativa che ha partecipato a quell'esperienza:

 

"...nel secondo campo (Dom Ucencev)  il numero più  contenuto dei bimbi presenti ha fatto sì che si potesse realizzare con maggior calma un intervento di animazione. Anche in questo caso l'aquilonata ha coinvolto tutti i bambini  e i ragazzi del  campo in un momento di festa. Con  i  trampoli  poi  e'   stato  improvvisato  un   momento  di animazione.

Due  trampolieri sono  partiti dalle case  popolari degli sloveni situate vicino  al  campo,  e hanno   condotto  ragazzi e bambini sloveni verso il campo profughi. L'impatto e'  stato forte.  Le finestre delle case erano piene di gente che osservava divertita.

Durante il  percorso  si  e'  notata  la  difficoltà dei ragazzi sloveni di avvicinarsi al campo e di mescolarsi con i profughi. Solo alcuni ragazzi sloveni hanno seguito i  trampolieri  fino al campo. Molti sono rimasti a guardare da lontano.

Arrivati negli spazi esterni del campo i bimbi  e  i  ragazzi che stavano giocando con gli aquiloni sono stati invitati a seguire i trampolieri  in  mezzo alle  case degli  sloveni e da  lì è stata lanciata una mongolfiera. Quindi il ritorno  al campo.

Positiva  l'esperienza  di animazione che permette  di ipotizzare ulteriori interventi  che  favoriscano  momenti  di  incontro fra profughi e sloveni...."

 

Da questa esperienza  nasce il progetto "Pro  Fuga",  all'interno del quale si sviluppa l'esperienza  di TEATRO NELLO  SPAZIO DEGLI INCONTRI  con la  realizzazione dello scambio culturale tra due classi della scuola media statale "L.   B.  VASSENA"  di VALMADRERA   -LC-  e la scuola "OSNOVNA SOLA GORICA" di VELENJE - SLOVENIA.

 

1.2. Un passo indietro

 

Nell'ottobre  1995  la  scuola  media statale "L.  B. VASSENA" di VALMADRERA  -LC-   contatta  la  cooperativa  unoteatro   per  la realizzazione  di  un  intervento di animazione  teatrale rivolto alle classi II A e II D.

Il  responsabile  della   cooperativa   unoteatro,  valutando  la disponibilità, l'entusiasmo e la professionalità delle insegnanti coinvolte  nel progetto  di  animazione ,  propone loro di andare oltre  il laboratorio  teatrale per intraprendere  un progetto di scambio culturale con i campi profughi della città di Velenje.

 

In  successive  riunioni  di   programmazione   unoteatro   e  le insegnanti,  dopo aver valutato anche la potenziale disponibilità dei  genitori  delle classi   interessate e della  scuola nel suo complesso, elaborano i progetti da presentare all'amministrazione comunale, alla scuola e ai genitori.

  

2. IL PROGETTO

 

2.1. Il progetto teatrale

 

Dopo gli incontri preliminari e valutata la fattibilità dello scambio culturale, il progetto di animazione proposto dalla cooperativa unoteatro alle insegnanti non si limita quindi alla realizzazione di  un'esperienza teatrale, ma diventa l'attuazione della parte del progetto "Pro Fuga" relativo alla scambio con i campi profughi situati nella città slovena di Velenje.

 

2.1.1.  Il teatro nello spazio degli incontri

 

E'  un progetto  in via di definizione con una  scuola  media del lecchese.

Una  scuola  (possibilmente  media  inferiore    per  l'età  dei ragazzi)  o più  semplicemente una o due  classi prepareranno un intervento spettacolare  o/e di  animazione da portare  nei campi profughi in Slovenia.

 

2.1.2. Gli obiettivi

 

Gli  obiettivi  sono  molteplici  e  partono  dalle  esigenze dei ragazzi della scuola del nostro territorio:

 

a. acquisizione di competenze teatrali

 

b. comunicazione teatrale fuori dai soliti spazi rappresentativi

 

c. incontro diretto e immediato con il problema  profughi.

  

Gli obiettivi di intervento sui campi profughi sono i seguenti:

 

d. l'obiettivo di portare un momento di  festa e di  spettacolo e di animazione in una 

    situazione dove ogni elemento  di novità e' sempre un dato positivo.

  

e. Il teatro deve diventare un momento di incontro fra profughi e residenti sloveni.

 

f. I ragazzi della scuola  media quindi  diventerebbero mediatori di un conflitto

   attraverso lo strumento teatrale.

  

g. Per questo motivo e'  indispensabile pensare ad uno spettacolo di strada che         

    riesca a coinvolgere attivamente  gli spettatori in momenti di incontro e di   

    confronto.

  

h. Sono  previsti  inoltre  possibili   momenti  di   scambio  e  di ospitalità  di gruppi,  

     di ragazzi,  genitori  e  insegnanti dei campi profughi.

 

 2.1.3. Il laboratorio teatrale

  

Di seguito lo schema del programma del laboratorio teatrale:

SCHEMA PROGRAMMA LABORATORIO

 

INTRODUZIONE

PRESENTAZIONE

 

introduzione metodologica

aproccio, stimolo, fascinazione

rapporto animatori-gruppo

 

 

 

I FASE

CONOSCERE IL CORPO

 

lavoro psicomotorio finalizzato            

alla risensibilizzazione delle

singole parti del corpo e al            

rafforzamento delle capacità

attenzionali,psicomotorie,

mentali,psicoaffettive

 

 

 

II FASE

COMUNICARE COL CORPO

 

espressione di gesto e voce nella

comunicazione teatrale

rapporto gesto-voce-spazio-suono-

immagine-oggetto e possibilità

interattive nella comunicazione teatrale

 

 

 

III FASE

PROGETTO COMUNICAZIONE

 

l'immaginazione produttiva

struttura dello spettacolo

coreografie, scenografie

 

 

 

CONCLUSIONE

COMUNICAZIONE

 

realizzazione dello spettacolo

capitalizzazione dell'esperienza

 

                                                        

2.2. Il progetto della scuola

 

Il  progetto  presentato  nelle  sue  linee  generali  viene  poi articolato dalle insegnanti come progetto scolastico complessivo.

 

2.2.1. Finalità

 

Il laboratorio di animazione teatrale ,  perno dell'attività nel tempo  prolungato,  coordinato  e  gestito  dall'esperto Domenico Salvadore  in  collaborazione con  le  insegnanti  Franca  Maggi e Valeria Campagni delle classi II A e II D della  scuola media, si svolgerà  tutti i mercoledì  dalle  ore  14.30  alle  ore 16,30 partendo dal 22 novembre 1995 e finendo il 17 aprile 1996.

Principale finalità  di tale attivi  vuole essere la crescita personale   degli   studenti  i  quali,   attraverso  lo  scambio interculturale   potranno   dimostrare   l'esperienza   acquisita nell'elaborazione  e realizzazione del  progetto  che consisterà nel  mettere in  scena uno spettacolo,  nel mese di  maggio 1996, come momento finale del lavoro.

Tutto  ciò  si  ritiene  possa  rafforzare  la  motivazione alle attività    scolastiche,   ampliando   orizzonti   culturali   e potenziando l'educazione alla comprensione internazionale  e alla pace.

I  protagonisti  del progetto  auspicano la  continuità  di tale esperienza   nel   tempo,   prevedendo   attività di scambio formativo-culturale per l'anno scolastico 1996/97.

                                                                                                           

2.2.2. Progetto di educazione alla pace

 

La scuola media secondo la legge istitutiva nr.1859 del 31.12.1962 concorre alla formazione dell'uomo e del cittadino. Ma questo uomo e questo cittadino oggi sono chiamati a vivere in un contesto sociale multietnico. Quindi la scuola per perseguire i suoi fini istituzionali, deve promuovere una formazione multiraziale, multilinguistica e multireligiosa dell'uomo e del cittadino. Lo straniero è sempre stato, ieri come oggi, portatore di conflitti. La cultura europea ha risposto in passato con il principio di natura illuministica della tolleranza. Oggi però la diversità non è più l'eccezione, ma la regola della nostra società. Si impone quindi la necessità di passare da uno spirito di tolleranza ad uno spirito di convivialità delle differenze. Inoltre, vista la circolare ministeriale nr. 272 del'11.09.1991 relativa agli scambi di classi con l'estero che sollecita l'esigenza di un incremento di tali rapporti con i paesi del centro e dell'Est europeo, in relazione ai recenti avvenimenti, i docenti delle classi 2A e 2D a tempo prolungato di codesta scuola, raccogliendo la proposta dell'associazione umanitaria MIR SADA hanno elaborato il seguente progetto.

 

2.2.3. Attuazione del progetto

 

L'apertura alla pace e alla comprensione internazionale costituisce un obiettivo didattico trasversale a tutte le discipline scolastiche che aderiscono al progetto a diversi livelli. Gli insegnanti di tutte le discipline devono sentirsi impegnati: ad esplicitare alla classe tale atteggiamento culturale;  a valorizzare quegli spunti didattici, che quasi tutti i testi dedicano alla cultura degli altri, partendo dall'assunto che "noi non siamo la cultura, ma siamo un acultura tra molte altre"; a partecipare a momenti comunitari dedicati alla mondialità. Gli insegnanti di lettere, maggiormente coinvolti, oltre a quanto sopra, hanno programmato nel corso dell'anno: 

 

  1. visione di videocassette con attività di elaborazione orale e scritta

  2. scambio culturale con la scuola GORICA di Velenje attraverso:

approfondimenti comuni su tematiche socio-economiche culturali e lo sviluppo di argomenti quali la dimensione europea nella scuola, il razzismo, l'educazione   alla pace e ai diritti umani.

 

2.2.4. Schema piano didattico

OBIETTIVI

ATTIVITA’

riconoscere il valore della persona, indipendentemente dalla provenienza, dalla cultura e dalla religione

conoscere i problemi connessi con il fenomemo dell'immigrazione

 

riconoscere la positività della differenza

 

conoscere i pregiudizi sommari nei confronti degli immigrati

 

comprendere i meccanismi che generano intolleranza

conoscere il positivo apporto degli immigrati alla società italiana

comprendere modelli culturali diversi, indagandoli a partire dall'altro

conoscere culture diverse

 

conoscere lingue diverse

 

conoscere forme espressive diverse

 

saper decentrare il proprio punto di osservazione

 

saper interagire positivamente con culture diverse e con persone di altre nazionalita', etnie e religioni

 

saper dialogare con persone straniere

 

saper vivere temporaneamente con stranieri (ospitalita')

 

saper condividere momenti comunitari con stranieri

 

decostruire la memoria dominante e la cultura occidentale in tutto cio' che hanno di violento e di pretenzioso

saper contrastare un linguaggio che esprime una visione deformata del mondo

 

saper contrastare alcuni stereotipi quali superiorita'/inferiorita', centralita'/marginalita'

 

saper contrastare sussidi culturali e didattici distorti, che circolano nella societa' e nella scuola

 

3. L'ATTIVITA'

 

Le attività si svolgono frenetiche sia a livello di laboratorio teatrale, sviluppando la programmazione descritta nelle pagine precedenti, sia a livello organizzativo per sviluppare i contatti necessari alla realizzazione dello scambio culturale.

 

3.1. L’attività di laboratorio

 

Il 22  novembre 1995 ha inizio il laboratorio con i ragazzi delle due  classi  della  scuola  media   "G.B.Vassena"  di  Valmadrera interessate al progetto. Il laboratorio proseguirà ininterrottamente, con  un incontro alla  settimana,  fino al giorno  1  giugno 1996, data in cui sarà  rappresentato lo  spettacolo  a Valmadrera.

 

3.2. L’organizzazione

 

Parallelamente  all'attività  di  laboratorio per  la produzione dell'intervento teatrale da rappresentare in  Slovenia si sviluppa un intenso lavoro organizzativo  per la realizzazione concreta dello scambio prima della fine dell'anno scolastico 1995/96.

Attraverso l'associazione  MIR SADA,  che  ogni  mese effettua un viaggio nei campi profughi di Velenje, si comincia ad organizzare una presa di contatto con la città slovena per  rendere fattibile l'ipotizzato scambio culturale  tra  i  ragazzi  della  scuola di Valmadrera,  i ragazzi dei campi profughi e i ragazzi della città di Velenje.

 

3.2.1. Il primo contatto

 

Nel  viaggio 18.11.1995 all’associazione MIR SADA  viene assegnato il compito di  verificare e mettere in atto le seguenti cose:

 

a. creare contatto con scuola slovena

I ragazzi coinvolti nel progetto sono circa cinquanta di 2 classi seconde della scuola media statale "G. B. Vassena" di Valmadrera, via Fra Cristoforo 6 22049  VALMADRERA - LC-  (ITALIA). A questo indirizzo va intestata la richiesta di scambio culturale che deve provenire da una scuola media slovena.

 

Tale  richiesta   e'   urgente   per  poter  rispettare  i  tempi burocratici necessari ad avere il  permesso  dal provveditorato e dagli altri organi di gestione della scuola.

Si ricorda che il  progetto  di scambio culturale  tra la scuola media  di  Valmadrera  e   una   scuola  slovena   rientra  nella programmazione  scolastica  ufficiale delle due  classi coinvolte nel  progetto.  Per  questo  motivo  e'  necessario  il  rapporto ufficializzato con scuola slovena di pari grado.

 

b. cercare rapporto con ente locale della città di Velenje

Cominciare  a  ricercare  la  possibilità   di   rapporto  e  di collaborazione con l'ente locale della città di Velenje.

 

c. verificare possibili soluzioni logistiche per la trasferta

Cominciare  a  verificare  possibili  soluzioni   logistiche  per l'auspicato  viaggio  dei  50   ragazzi  della  scuola  media  di Valmadrera, più 20  accompagnatori (70 persone in totale); in particolare le  possibili soluzioni per  l'alloggiamento, il cibo e relativi costi.

 

d.  spazi per rappresentazione teatrale

Verificare anche disponibilità  di spazi per la rappresentazione dello spettacolo che la scuola media di Valmadrera intende portare in slovenia:

spazi chiusi all'interno dei campi; spazi chiusi all'esterno dei campi in città (teatri, scuole...); spazi all'aperto ( parchi, piazze, centri storici....).

Sarebbe   interessante   avere   documentazione   fotografica   e planimetrica degli spazi identificati  (  anche  solo uno schizzo con  dimensioni approssimative e,  per quanto  riguarda gli spazi chiusi se sono oscurabili). Interessante  anche  una  piantina  della  città   ed  eventuali immagini  degli  spazi  più  idonei  (  parchi,  piazze,  centri storici....)

 

3.2.2. Le risposte dalla Slovenia

 

Le risposte ottenute  alle richieste  avanzate dai rappresentanti di MIR SADA sono state più che positive. Si  è  registrata  una  disponibilità  totale  sia  da  parte dei responsabili dei campi  profughi,  sia  da  parte  delle autorità slovene,  sia da parte della scuola  che,  dopo alcuni giorni, ha inviato via fax alla scuola  di Valmadrera una  lettera ufficiale di adesione al progetto.

 

Da questo momento ha avuto inizio lo scambio tra la  scuola media di Valmadrera e la  scuola OSNOVNA-SOLA-GORICA di Velenje  in cui sono inseriti anche i profughi bosniaci ospitati  nei campi della città slovena.

 

3.2.3. L'aspetto burocratico

 

Contemporaneamente e negli stessi giorni la scuola  media statale di Valmadrera  espletava  le  pratiche  necessarie all'attuazione dello  scambio culturale compilando  moduli  e inoltrando domande agli organi competenti.

Purtroppo  tutto questo  lavoro  si  rivelerà  inutile  perché la normativa scolastica relativa agli scambi  culturali con l'estero prevede un minimo di permanenza di sette giorni.

Troppi per le scarse risorse finanziarie a disposizione (nulla da parte  della  scuola;  un milione  da  parte dell'amministrazione comunale di Valmadrera).

A questo punto tutti i genitori delle due classi (ad eccezione di 5  famiglie su 49), che si sentivano coinvolti e parte attiva del progetto si sono costituiti in Comitato e,  in collaborazione con MIR SADA, si sono assunti le responsabilità civili, finanziarie e organizzative per effettuare il viaggio in slovenia e realizzare, nella sua interezza, il progetto di scambio culturale.

Resta il rammarico di non aver avuto il  supporto ufficiale delle autorità  scolastiche   italiane  a  fronte   di  una  efficiente organizzazione  e di  una calorosa  disponibilità da  parte delle autorità  municipali  e  scolastiche  slovene  che,   per  venire incontro alle nostre esigenze,  sono arrivate a spostare il  loro calendario scolastico.

 

3.2.4. Il primo incontro

 

Definite  telefonicamente   e   via   fax.   le   linee  generali dell'iniziativa, si è arrivati ad un primo incontro personale tra due   insegnanti  della  scuola  di  Valmadrera   e   le  autorità scolastiche,  cittadine  e  dei  campi  profughi  della  città di Velenje.

L'incontro,  molto cordiale, avvenuto nei giorni 11 e 12 febbraio 1996 ha permesso di definire e verificare alcune questioni:

 

a. per quanto riguarda la rappresentazione dello  spettacolo

E’ stata verificata la possibilità di utilizzo di spazi all'aperto ottenendo il permesso delle autorità della città.

Si è verificata l'adeguatezza degli spazi chiusi (teatro)

Si è ipotizzato un possibile percorso per la parata  di strada da concludersi in teatro.

 

b. per le modalità e i contenuti dello scambio culturale

Sono  state  verificare  le  aspettative  delle   scuole  slovene rispetto   allo    scambio   culturale    prima   dell'intervento spettacolare.

In particolare sono state organizzate le  modalità  e i contenuti di una presentazione   per la reciproca conoscenza  attraverso lo scambio di materiale via posta,  fax,  o con l'invio di materiali con i viaggi mensili effettuati dall'associazione Mir Sada.

E' stato verificato l'interesse e la disponibilità di insegnati e alunni    sloveni  a  conoscere  direttamente  la  nostra  realtà scolastica

E'  stata prospettata una continuità dello  scambio culturale tra la scuola slovena e quella  di Valmadrera anche dopo  la partenza dei profughi.

 

c. per l'organizzazione

Infine si è iniziato a valutare il problema  organizzativo per la trasferta dei ragazzi della scuola di Valmadrera in  Slovenia, in termini di vitto e alloggio. 

Il mese successivo,  nei giorni 16  e 17 marzo 1996 al viaggio ha partecipato un responsabile della cooperativa unoteatro  che si è incontrato con i rappresentanti della scuola per definire le date dello spettacolo, e verificare le esigenze tecniche per la parata di strada, la  rappresentazione  dello spettacolo  e gli ultimi dettagli organizzativi.

 

3.2.5. Il programma dello scambio culturale

 

L'11  aprile  1996  si riunisce il  comitato dei  genitori con le insegnanti interessate,  l'associazione Mir Sada e la cooperativa unoteatro  per   risolvere  gli  ultimi   problemi  organizzativi relativi alla partenza per la Slovenia.

In quella riunione viene definito il programma del viaggio.

PROGRAMMA SCAMBIO CULTURALE TRA SCUOLA MEDIA STATALE “G.B.VASSENA” , SCUOLE SLOVENE  E CAMPI PROFUGHI

                                 

VENERDI 19.04.1996

ore 14.30 Partenza dalla Scuola Media di Valmadrera

ore 17.30 Fermata autogrill

ore 20.00 Cena al sacco

ore 24.00 Arrivo in Slovenia e pernottamento

 

SABATO 20.04.1996

ore 08.00 Colazione

ore 09.00 Sistemazione materiali spettacolo e ricognizione

ore 10.00 Parata per le vie della città dei ragazzi di Valmadrera

ore 10.30 Spettacolo nel teatro della scuola slovena

ore 12.30 Pranzo (offerto dalla scuola slovena)

ore 16.00 Visita città con coetanei di Velenje

ore 20.00 Cena (offerta dalla scuola slovena)

 

DOMENICA 21.04.1996

ore 08.00 Colazione e preparazione bagagli

ore 09.00 Partenza

ore 13.00 Pranzo in autogrill

ore 18.00 Arrivo previsto alla Scuola Media di Valmadrera

 

3.2.6. L’esperienza in Slovenia

 

Finalmente il giorno 19 aprile si parte. Le note di viaggio di una alunna di 2D:

 

"Valmadrera, 19.04.96 ore 14.30 circa, dopo lunghe giornate di duro lavoro preparatorio e di impaziente attesa siamo finalmente partiti per la Slovenia, precisamente per la cittadina di Velenje. Dopo un lungo viaggio (circa dieci ore) siamo giunti a Velenje a notte già inoltrata. Abbiamo alloggiato all'albergo "VESNA" in Toponsica per due nottate.

L'accoglienza che ci è stata riservata dalla scuola "OSNOVNA SOLA GORICA" è stata splendida. Ci sono stati offerti pranzo e cena, che abbiamo consumato nella mensa scolastica.

Il nostro spettacolo ha avuto grande successo, non solo per la nostra bravura, ma soprattutto per il messaggio che abbiamo portato: pace, amore e fraternità.

Tutto il pomeriggio lo abbiamo trascorso con i ragazzi di Velenje; in loro abbiamo scoperto dei buoni e simpatici amici e anche delle buone guide per la città.

Ci hanno trattati come se ci conoscessimo da sempre , anche se comunicavamo attraverso l'inglese con un po' di fatica. Il vero scopo della gita era quello di portare un po' di pace e di educare gli altri alla mondialità anche attraverso il nostro esempio. A Velenje dove la mescolanza tra sloveni e bosniaci non è causa di razzismo ci siamo resi conto di quanto sia bello vivere insieme, felici, senza barriere di alcun tipo e siamo riusciti a creare tra di noi momenti fantastici di fraternità tra sloveni, bosniaci e noi.

La sere tra baci e abbracci e anche qualche lacrimuccia ci siamo scambiati gli ultimi indirizzi e gli ultimi saluti e a malincuore abbiamo dovuto lasciare Velenje dove eravamo stati tutti amici senza differenze sociali."

 

4. VERIFICA

 

Un bilancio decisamente positivo sotto diversi aspetti che sinteticamente cerchiamo di elencare.

 

4.1. Gli obiettivi sui ragazzi

I primi elementi di verifica sono relativi agli obiettivi sui ragazzi ottenuti non solo attraverso il lavoro svolto nel laboratorio teatrale ma, più in generale, attraverso l’attività di scambio culturale nel suo complesso.

 

a. responsabilità

L'atteggiamento attento e responsabile  dei ragazzi  della scuola media di Valmadrera che,  nonostante l'inevitabile stanchezza del viaggio,   hanno  rispettato  tempi   e   modalità organizzative dimostrando un grado di autonomia notevole.

 

b. autonomia

Si sono mossi in modo autonomo e  decisamente professionale anche nei momenti di preparazione allo spettacolo oltre  che durante la parata lungo le strade della città di Velenje e nel momento della rappresentazione.

Sono riusciti  a superare  gli inevitabili  imprevisti  dovuti al fatto che in quella città e  in quello spazio  teatrale non hanno mai potuto provare.

 

c. collaborazione

Sono state due le  classi  coinvolte  nell'esperienza. All'inizio del laboratorio era emersa la difficoltà da entrambe le classi di realizzare un lavoro assieme.

Alla  fine  del   laboratorio   e  nel  momento   decisivo  della rappresentazione pubblica le due classi risultavano difficilmente identificabili costituendo praticamente un unico gruppo di lavoro con un ottimo livello di collaborazione.

 

d. partecipazione

Alta   la  partecipazione  al  lavoro,  anche  la  partecipazione emotiva, e la convinzione dell'importanza di quello che si andava a  fare.  Questo ha  reso  possibile un  risultato alto  anche in termini  teatrali  sia nella  rappresentazione  in  Slovenia dove l'elemento  di  novità  era   certamente  motivante,   sia  nello spettacolo per il  pubblico  di  casa  nella  rappresentazione di Valmadrera.

4.2. Gli obiettivi dell'incontro

 

Anche il  rapporto  con i coetanei  sloveni  e  bosniaci  ha dato ottimi risultati.

Lo  testimonia  il fatto che,  almeno fino agli ultimi  giorni di scuola,   lo  scambio  epistolare  e  telefonico   ha  avuto  una continuità.

Positiva  è risultata anche  la  scelta  di  evitare,  per motivi discrezionali,  la  visita  al  campo profughi,  limitandosi alla presenza teatrale durante la parata per le vie della città. Si è così evitato di dare la sensazione  di "curiosare" nell'intimità della vita dei profughi.

L'incontro  con   i   profughi  e'   avvenuto   in  altro  ambito (scolastico, durante e dopo lo spettacolo, nel momento del pranzo e della cena, durante la gita etc.) senza distinguere fra ragazzi profughi e ragazzi sloveni.

 

4.3. I genitori

 

Probabilmente esula dal compito di  queste  note una valutazione sul ruolo dei genitori.

Tuttavia la  partecipazione  dei genitori  è  stata fondamentale. Senza la loro convinzione e la loro forza di volontà  il progetto si sarebbe fermato a metà  e l'incontro  diretto  con  i profughi

bosniaci e gli sloveni non si sarebbe potuto realizzare.