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interventi di animazione culturale nei campi profughi della ex-Jugoslavia in Slovenia scambio interculturale con scuola media statale "L.B. Vassena" di Valmadrera-Lecco |
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1.
PRESENTAZIONE
1.1.
Il punto di partenza
Nei
giorni 13 e 14 ottobre
1995 la
cooperativa unoteatro, su invito dell'associazione
umanitaria MIR SADA di Lecco,
realizza alcuni momenti
di animazione
nei campi
profughi della
città slovena di Velenje.
Quanto
segue è un frammento
tratto dal diario di
lavoro di un attore della
cooperativa che ha partecipato a quell'esperienza:
"...nel
secondo campo (Dom Ucencev) il
numero più contenuto dei
bimbi presenti ha fatto sì che si potesse realizzare con maggior
calma un intervento di animazione. Anche in questo caso l'aquilonata
ha coinvolto tutti i bambini e i ragazzi del
campo in un momento di festa. Con
i trampoli
poi e' stato improvvisato
un momento
di animazione.
Due
trampolieri sono partiti dalle case
popolari degli sloveni situate vicino
al campo,
e hanno condotto
ragazzi e bambini sloveni verso il campo profughi. L'impatto e'
stato forte. Le
finestre delle case erano piene di gente che osservava divertita.
Durante
il percorso si e'
notata la
difficoltà dei ragazzi sloveni di avvicinarsi al campo e di
mescolarsi con i profughi. Solo alcuni ragazzi sloveni hanno seguito i
trampolieri fino
al campo. Molti sono rimasti a guardare da lontano.
Arrivati
negli spazi esterni del campo i bimbi
e i ragazzi che stavano giocando con gli aquiloni sono
stati invitati a seguire i trampolieri
in mezzo alle
case degli sloveni
e da lì è stata
lanciata una mongolfiera. Quindi il ritorno
al campo.
Positiva
l'esperienza di animazione che permette
di ipotizzare ulteriori interventi
che favoriscano
momenti di
incontro fra profughi e sloveni...."
Da
questa esperienza nasce
il progetto "Pro Fuga",
all'interno del quale si sviluppa l'esperienza
di TEATRO NELLO SPAZIO
DEGLI INCONTRI con la
realizzazione dello scambio culturale
tra due classi della
scuola media
statale "L.
B. VASSENA" di VALMADRERA
-LC- e la scuola
"OSNOVNA SOLA GORICA" di VELENJE - SLOVENIA.
1.2.
Un passo indietro
Nell'ottobre
1995 la
scuola media
statale "L. B.
VASSENA" di VALMADRERA -LC-
contatta la
cooperativa unoteatro
per la
realizzazione di un
intervento di animazione teatrale
rivolto alle classi II A e II D.
Il
responsabile della cooperativa
unoteatro, valutando
la disponibilità, l'entusiasmo e la professionalità delle
insegnanti coinvolte nel
progetto di animazione
, propone loro di andare
oltre il laboratorio teatrale per intraprendere
un progetto di scambio culturale con i campi profughi della
città di Velenje.
In
successive riunioni
di programmazione unoteatro
e le insegnanti, dopo aver valutato anche la potenziale disponibilità
dei genitori
delle classi interessate
e della scuola nel suo
complesso, elaborano i progetti da presentare all'amministrazione
comunale, alla scuola e ai genitori.
2.
IL PROGETTO
2.1.
Il progetto teatrale
Dopo
gli incontri preliminari e valutata la fattibilità dello scambio
culturale, il progetto di animazione proposto dalla cooperativa
unoteatro alle insegnanti non si limita quindi alla realizzazione di
un'esperienza teatrale, ma diventa l'attuazione della parte del
progetto "Pro Fuga" relativo alla scambio con i campi
profughi situati nella città slovena di Velenje.
2.1.1.
Il teatro nello spazio degli incontri
E'
un progetto in via
di definizione con una scuola
media del lecchese.
Una
scuola (possibilmente
media
inferiore per
l'età dei
ragazzi) o più semplicemente
una o due classi
prepareranno un intervento spettacolare
o/e di animazione
da portare nei campi
profughi in Slovenia.
2.1.2.
Gli obiettivi
Gli
obiettivi sono
molteplici e
partono dalle
esigenze dei ragazzi della scuola del nostro territorio:
a.
acquisizione di competenze teatrali
b.
comunicazione teatrale fuori dai soliti spazi rappresentativi
c.
incontro diretto e immediato con il problema
profughi.
Gli
obiettivi di intervento sui campi profughi sono i seguenti:
d.
l'obiettivo di portare un momento di festa e di spettacolo
e di animazione in una
situazione dove ogni elemento
di novità e' sempre un dato positivo.
e.
Il teatro deve diventare un momento di incontro fra profughi e
residenti sloveni.
f. I ragazzi della scuola media
quindi diventerebbero
mediatori di un conflitto
attraverso
lo strumento teatrale.
g. Per questo motivo e' indispensabile pensare ad uno spettacolo di strada che
riesca a coinvolgere attivamente gli spettatori in momenti di incontro e di
confronto.
h. Sono previsti inoltre possibili momenti di scambio e di ospitalità di gruppi,
di ragazzi,
genitori e
insegnanti dei campi profughi.
2.1.3.
Il laboratorio teatrale
Di
seguito lo schema del programma del laboratorio teatrale:
SCHEMA PROGRAMMA LABORATORIO
|
INTRODUZIONE |
|
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|
introduzione metodologica aproccio, stimolo, fascinazione rapporto animatori-gruppo |
|
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|
I FASE |
CONOSCERE
IL CORPO |
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lavoro psicomotorio finalizzato alla risensibilizzazione delle rafforzamento delle capacità attenzionali,psicomotorie, mentali,psicoaffettive |
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II FASE |
COMUNICARE COL CORPO |
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espressione di gesto e voce nella rapporto gesto-voce-spazio-suono- immagine-oggetto e possibilità interattive nella comunicazione teatrale |
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III FASE |
PROGETTO COMUNICAZIONE |
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l'immaginazione produttiva struttura dello spettacolo coreografie, scenografie |
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CONCLUSIONE |
COMUNICAZIONE |
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realizzazione dello spettacolo capitalizzazione dell'esperienza |
2.2.
Il progetto della scuola
Il
progetto presentato
nelle sue
linee generali
viene poi
articolato dalle insegnanti come progetto scolastico complessivo.
2.2.1.
Finalità
Il
laboratorio di animazione teatrale ,
perno dell'attività nel tempo
prolungato, coordinato
e gestito
dall'esperto Domenico Salvadore
in collaborazione con
le insegnanti
Franca Maggi e
Valeria Campagni delle classi II A e II D della
scuola media, si svolgerà
tutti i mercoledì dalle ore
14.30 alle
ore 16,30 partendo dal 22 novembre 1995 e finendo il 17 aprile
1996.
Principale
finalità di tale attività
vuole essere la crescita personale
degli studenti
i quali,
attraverso lo
scambio interculturale
potranno dimostrare
l'esperienza acquisita
nell'elaborazione e
realizzazione del progetto
che consisterà nel mettere
in scena uno spettacolo,
nel mese di maggio
1996, come momento finale del lavoro.
Tutto
ciò si
ritiene possa
rafforzare la
motivazione alle attività
scolastiche, ampliando
orizzonti culturali
e potenziando l'educazione alla comprensione internazionale
e alla pace.
I
protagonisti del progetto auspicano
la continuità
di tale esperienza nel
tempo, prevedendo attività di
scambio formativo-culturale per l'anno scolastico 1996/97.
2.2.2.
Progetto di educazione alla pace
La
scuola media secondo la legge istitutiva nr.1859 del 31.12.1962
concorre alla formazione dell'uomo e del cittadino. Ma questo uomo e
questo cittadino oggi sono chiamati a vivere in un contesto sociale
multietnico. Quindi la scuola per perseguire i suoi fini
istituzionali, deve promuovere una formazione multiraziale,
multilinguistica e multireligiosa dell'uomo e del cittadino. Lo
straniero è sempre stato, ieri come oggi, portatore di conflitti. La
cultura europea ha risposto in passato con il principio di natura
illuministica della tolleranza. Oggi però la diversità non è più
l'eccezione, ma la regola della nostra società. Si impone quindi la
necessità di passare da uno spirito di tolleranza ad uno spirito di
convivialità delle differenze. Inoltre, vista la circolare
ministeriale nr. 272 del'11.09.1991 relativa agli scambi di classi con
l'estero che sollecita l'esigenza di un incremento di tali rapporti
con i paesi del centro e dell'Est europeo, in relazione ai recenti
avvenimenti, i docenti delle classi 2A e 2D a tempo prolungato di
codesta scuola, raccogliendo la proposta dell'associazione umanitaria
MIR SADA hanno elaborato il seguente progetto.
2.2.3.
Attuazione del progetto
L'apertura alla pace e alla comprensione internazionale costituisce un obiettivo didattico trasversale a tutte le discipline scolastiche che aderiscono al progetto a diversi livelli. Gli insegnanti di tutte le discipline devono sentirsi impegnati: ad esplicitare alla classe tale atteggiamento culturale; a valorizzare quegli spunti didattici, che quasi tutti i testi dedicano alla cultura degli altri, partendo dall'assunto che "noi non siamo la cultura, ma siamo un acultura tra molte altre"; a partecipare a momenti comunitari dedicati alla mondialità. Gli insegnanti di lettere, maggiormente coinvolti, oltre a quanto sopra, hanno programmato nel corso dell'anno:
visione
di videocassette con attività di elaborazione orale e scritta
scambio
culturale con la scuola GORICA di Velenje attraverso:
approfondimenti
comuni su tematiche socio-economiche culturali e lo sviluppo di
argomenti quali la dimensione europea nella scuola, il razzismo,
l'educazione alla
pace e ai diritti umani.
2.2.4. Schema piano didattico
|
OBIETTIVI |
ATTIVITA’ |
|
riconoscere il valore della persona, indipendentemente dalla provenienza, dalla cultura e dalla religione |
conoscere i problemi connessi con il fenomemo dell'immigrazione
riconoscere la positività della differenza
conoscere
i pregiudizi sommari nei confronti degli immigrati comprendere i meccanismi che generano intolleranza conoscere il positivo apporto degli immigrati alla società italiana |
| comprendere modelli culturali diversi, indagandoli a partire dall'altro |
conoscere
culture diverse conoscere
lingue diverse conoscere
forme espressive diverse saper
decentrare il proprio punto di osservazione
|
|
saper
interagire positivamente con culture diverse e con persone di
altre nazionalita', etnie e religioni
|
saper
dialogare con persone straniere saper
vivere temporaneamente con stranieri (ospitalita') saper
condividere momenti comunitari con stranieri
|
|
decostruire
la memoria dominante e la cultura occidentale in tutto cio'
che hanno di violento e di pretenzioso |
saper
contrastare un linguaggio che esprime una visione deformata
del mondo saper
contrastare alcuni stereotipi quali superiorita'/inferiorita',
centralita'/marginalita' saper
contrastare sussidi culturali e didattici distorti, che
circolano nella societa' e nella scuola |
3.
L'ATTIVITA'
Le
attività si svolgono frenetiche sia a livello di laboratorio
teatrale, sviluppando la programmazione descritta nelle pagine
precedenti, sia a livello organizzativo per sviluppare i contatti
necessari alla realizzazione dello scambio culturale.
3.1.
L’attività di laboratorio
Il
22 novembre 1995 ha
inizio il laboratorio con i ragazzi delle due
classi della
scuola media
"G.B.Vassena" di
Valmadrera interessate al progetto. Il laboratorio proseguirà
ininterrottamente, con un
incontro alla settimana,
fino al giorno 1 giugno
1996, data in cui sarà rappresentato
lo spettacolo
a Valmadrera.
3.2.
L’organizzazione
Parallelamente
all'attività di laboratorio
per la produzione
dell'intervento teatrale da rappresentare in
Slovenia si sviluppa un intenso lavoro organizzativo
per la realizzazione concreta dello scambio prima della fine
dell'anno scolastico 1995/96.
Attraverso
l'associazione MIR SADA,
che ogni
mese effettua un viaggio nei campi profughi di Velenje, si
comincia ad organizzare una presa di contatto con la città slovena
per rendere fattibile
l'ipotizzato scambio culturale tra
i ragazzi della
scuola di Valmadrera, i
ragazzi dei campi profughi e i ragazzi della città di Velenje.
3.2.1.
Il primo contatto
Nel
viaggio 18.11.1995 all’associazione MIR SADA
viene assegnato il compito di
verificare e mettere in atto le seguenti cose:
a.
creare contatto con scuola slovena
I ragazzi coinvolti nel progetto sono circa cinquanta di 2
classi seconde della scuola media statale "G. B. Vassena" di
Valmadrera, via Fra Cristoforo 6 22049
VALMADRERA - LC- (ITALIA).
A questo indirizzo va intestata la richiesta di scambio culturale che
deve provenire da una scuola media slovena.
Tale richiesta
e' urgente
per poter
rispettare i
tempi burocratici necessari ad avere il
permesso dal
provveditorato e dagli altri organi di gestione della scuola.
Si ricorda che il progetto
di scambio culturale tra
la scuola media di
Valmadrera e
una scuola
slovena rientra
nella programmazione scolastica
ufficiale delle due classi
coinvolte nel progetto.
Per questo
motivo e'
necessario il
rapporto ufficializzato con scuola slovena di pari grado.
b.
cercare rapporto con ente locale della città di Velenje
Cominciare a
ricercare la
possibilità di rapporto
e di
collaborazione con l'ente locale della città di Velenje.
c.
verificare possibili soluzioni logistiche per la trasferta
Cominciare a
verificare possibili
soluzioni logistiche
per l'auspicato viaggio
dei 50
ragazzi della
scuola media
di Valmadrera, più 20 accompagnatori
(70 persone in totale); in particolare le
possibili soluzioni per l'alloggiamento,
il cibo e relativi costi.
d.
spazi per rappresentazione teatrale
Verificare anche disponibilità
di spazi per la rappresentazione dello spettacolo che la scuola
media di Valmadrera intende portare in slovenia:
spazi chiusi all'interno dei campi; spazi chiusi all'esterno
dei campi in città (teatri, scuole...); spazi all'aperto ( parchi,
piazze, centri storici....).
Sarebbe interessante
avere documentazione
fotografica e
planimetrica degli spazi identificati
( anche
solo uno schizzo con dimensioni
approssimative e, per
quanto riguarda gli spazi
chiusi se sono oscurabili). Interessante
anche una
piantina della
città
ed eventuali
immagini degli
spazi più
idonei (
parchi, piazze,
centri storici....)
3.2.2.
Le risposte dalla Slovenia
Le
risposte ottenute alle
richieste avanzate dai
rappresentanti di MIR SADA sono state più che positive. Si
è registrata
una disponibilità
totale sia
da parte dei responsabili dei campi
profughi, sia
da parte
delle autorità slovene, sia
da parte della scuola che,
dopo alcuni giorni, ha inviato via fax alla scuola
di Valmadrera una lettera ufficiale di adesione al progetto.
Da
questo momento ha avuto inizio lo scambio tra la scuola media di Valmadrera e la
scuola OSNOVNA-SOLA-GORICA di Velenje
in cui sono inseriti anche i profughi bosniaci ospitati
nei campi della città slovena.
3.2.3.
L'aspetto burocratico
Contemporaneamente
e negli stessi giorni la scuola media
statale di Valmadrera espletava
le pratiche
necessarie all'attuazione dello
scambio culturale compilando
moduli e
inoltrando domande agli organi competenti.
Purtroppo
tutto questo lavoro si
rivelerà inutile
perché la normativa scolastica relativa agli scambi
culturali con l'estero prevede un minimo di permanenza di sette
giorni.
Troppi
per le scarse risorse finanziarie a disposizione (nulla da parte
della scuola;
un milione da
parte dell'amministrazione comunale di Valmadrera).
A
questo punto tutti i genitori delle due classi (ad eccezione di 5
famiglie su 49), che si sentivano coinvolti e parte attiva del
progetto si sono costituiti in Comitato e,
in collaborazione con MIR SADA, si sono assunti le
responsabilità civili, finanziarie e organizzative per effettuare il
viaggio in slovenia e realizzare, nella sua interezza, il progetto di
scambio culturale.
Resta
il rammarico di non aver avuto il
supporto ufficiale delle autorità
scolastiche italiane
a fronte
di una
efficiente organizzazione
e di una calorosa
disponibilità da parte delle autorità
municipali e
scolastiche slovene
che, per
venire incontro alle nostre esigenze,
sono arrivate a spostare il
loro calendario scolastico.
3.2.4.
Il primo incontro
Definite
telefonicamente e
via fax.
le linee
generali dell'iniziativa, si è arrivati ad un primo incontro
personale tra due insegnanti
della scuola
di Valmadrera
e le autorità
scolastiche, cittadine
e dei campi profughi
della città di
Velenje.
L'incontro,
molto cordiale, avvenuto nei giorni 11 e 12 febbraio 1996 ha
permesso di definire e verificare alcune questioni:
a.
per quanto riguarda la rappresentazione dello
spettacolo
E’ stata verificata la possibilità di utilizzo di spazi
all'aperto ottenendo il permesso delle autorità della città.
Si è verificata l'adeguatezza degli spazi chiusi (teatro)
Si è ipotizzato un possibile percorso per la parata
di strada da concludersi in teatro.
b.
per le modalità e i contenuti dello scambio culturale
Sono state
verificare le
aspettative delle
scuole slovene
rispetto allo
scambio culturale
prima dell'intervento
spettacolare.
In particolare sono state organizzate le modalità e
i contenuti di una presentazione
per la reciproca conoscenza
attraverso lo scambio di materiale via posta,
fax, o con l'invio
di materiali con i viaggi mensili effettuati dall'associazione Mir
Sada.
E' stato verificato l'interesse e la disponibilità di
insegnati e alunni sloveni
a conoscere
direttamente la
nostra realtà
scolastica
E' stata
prospettata una continuità dello
scambio culturale tra la scuola slovena e quella
di Valmadrera anche dopo la
partenza dei profughi.
c.
per l'organizzazione
Infine si è iniziato a valutare il problema organizzativo per la trasferta dei ragazzi della
scuola di Valmadrera in Slovenia,
in termini di vitto e alloggio.
Il
mese successivo, nei
giorni 16 e 17 marzo 1996
al viaggio ha partecipato un responsabile della cooperativa unoteatro
che si è incontrato con i rappresentanti della scuola per
definire le date dello spettacolo, e verificare le esigenze tecniche
per la parata di strada, la rappresentazione
dello spettacolo e gli ultimi dettagli organizzativi.
3.2.5.
Il programma dello scambio culturale
L'11
aprile 1996
si riunisce il comitato
dei genitori con le insegnanti interessate, l'associazione Mir Sada e la cooperativa unoteatro
per risolvere
gli ultimi
problemi organizzativi
relativi alla partenza per la Slovenia.
In
quella riunione viene definito il programma del viaggio.
PROGRAMMA
SCAMBIO CULTURALE TRA SCUOLA MEDIA STATALE “G.B.VASSENA” , SCUOLE
SLOVENE E CAMPI PROFUGHI
VENERDI 19.04.1996
ore 14.30 Partenza dalla Scuola Media di Valmadrera
ore 17.30 Fermata autogrill
ore 20.00 Cena al sacco
ore 24.00 Arrivo in Slovenia e pernottamento
SABATO 20.04.1996
ore 08.00 Colazione
ore 09.00 Sistemazione materiali spettacolo e ricognizione
ore 10.00 Parata per le vie della città dei ragazzi di
Valmadrera
ore 10.30 Spettacolo nel teatro della scuola slovena
ore 12.30 Pranzo (offerto dalla scuola slovena)
ore 16.00 Visita città con coetanei di Velenje
ore 20.00 Cena (offerta dalla scuola slovena)
DOMENICA 21.04.1996
ore 08.00 Colazione e preparazione bagagli
ore 09.00 Partenza
ore 13.00 Pranzo in autogrill
ore 18.00 Arrivo previsto alla Scuola Media di Valmadrera
3.2.6.
L’esperienza in Slovenia
Finalmente
il giorno 19 aprile si parte. Le note di viaggio di una alunna di 2D:
"Valmadrera, 19.04.96 ore 14.30 circa, dopo lunghe
giornate di duro lavoro preparatorio e di impaziente attesa siamo
finalmente partiti per la Slovenia, precisamente per la cittadina di
Velenje. Dopo un lungo viaggio (circa dieci ore) siamo giunti a
Velenje a notte già inoltrata. Abbiamo alloggiato all'albergo "VESNA"
in Toponsica per due nottate.
L'accoglienza che ci è stata riservata dalla scuola "OSNOVNA
SOLA GORICA" è stata splendida. Ci sono stati offerti pranzo e
cena, che abbiamo consumato nella mensa scolastica.
Il nostro spettacolo ha avuto grande successo, non solo per la
nostra bravura, ma soprattutto per il messaggio che abbiamo portato:
pace, amore e fraternità.
Tutto il pomeriggio lo abbiamo trascorso con i ragazzi di
Velenje; in loro abbiamo scoperto dei buoni e simpatici amici e anche
delle buone guide per la città.
Ci hanno trattati come se ci conoscessimo da sempre , anche se
comunicavamo attraverso l'inglese con un po' di fatica. Il vero scopo
della gita era quello di portare un po' di pace e di educare gli altri
alla mondialità anche attraverso il nostro esempio. A Velenje dove la
mescolanza tra sloveni e bosniaci non è causa di razzismo ci siamo
resi conto di quanto sia bello vivere insieme, felici, senza barriere
di alcun tipo e siamo riusciti a creare tra di noi momenti fantastici
di fraternità tra sloveni, bosniaci e noi.
La sere tra baci e abbracci e anche qualche lacrimuccia ci
siamo scambiati gli ultimi indirizzi e gli ultimi saluti e a
malincuore abbiamo dovuto lasciare Velenje dove eravamo stati tutti
amici senza differenze sociali."
4.
VERIFICA
Un
bilancio decisamente positivo sotto diversi aspetti che sinteticamente
cerchiamo di elencare.
4.1.
Gli obiettivi sui ragazzi
I
primi elementi di verifica sono relativi agli obiettivi sui ragazzi
ottenuti non solo attraverso il lavoro svolto nel laboratorio teatrale
ma, più in generale, attraverso l’attività di scambio culturale
nel suo complesso.
a.
responsabilità
L'atteggiamento attento e responsabile
dei ragazzi della
scuola media di Valmadrera che, nonostante
l'inevitabile stanchezza del viaggio,
hanno rispettato
tempi e
modalità organizzative dimostrando un grado di autonomia
notevole.
b.
autonomia
Si sono mossi in modo autonomo e
decisamente professionale anche nei momenti di preparazione
allo spettacolo oltre che
durante la parata lungo le strade della città di Velenje e nel
momento della rappresentazione.
Sono riusciti a
superare gli inevitabili imprevisti dovuti
al fatto che in quella città e in
quello spazio teatrale
non hanno mai potuto provare.
c.
collaborazione
Sono state due le classi
coinvolte nell'esperienza.
All'inizio del laboratorio era emersa la difficoltà da entrambe le
classi di realizzare un lavoro assieme.
Alla fine
del laboratorio
e nel
momento decisivo
della rappresentazione pubblica le due classi risultavano
difficilmente identificabili costituendo praticamente un unico gruppo
di lavoro con un ottimo livello di collaborazione.
d.
partecipazione
Alta la partecipazione al lavoro, anche la partecipazione emotiva, e la convinzione dell'importanza di quello che si andava a fare. Questo ha reso possibile un risultato alto anche in termini teatrali sia nella rappresentazione in Slovenia dove l'elemento di novità era certamente motivante, sia nello spettacolo per il pubblico di casa nella rappresentazione di Valmadrera.
4.2.
Gli obiettivi dell'incontro
Anche
il rapporto con i coetanei
sloveni e
bosniaci ha dato
ottimi risultati.
Lo
testimonia il
fatto che, almeno fino
agli ultimi giorni di
scuola, lo
scambio epistolare
e telefonico
ha avuto
una continuità.
Positiva
è risultata anche la scelta
di evitare,
per motivi discrezionali,
la visita
al campo profughi, limitandosi alla presenza teatrale durante la
parata per le vie della città. Si è così evitato di dare la
sensazione di "curiosare" nell'intimità della vita
dei profughi.
L'incontro
con i
profughi e'
avvenuto in
altro ambito
(scolastico, durante e dopo lo spettacolo, nel momento del pranzo e
della cena, durante la gita etc.) senza distinguere fra ragazzi
profughi e ragazzi sloveni.
4.3.
I genitori
Probabilmente
esula dal compito di queste
note una valutazione sul ruolo dei genitori.
Tuttavia
la partecipazione
dei genitori è stata
fondamentale. Senza la loro convinzione e la loro forza di volontà il progetto si sarebbe fermato a metà e l'incontro diretto
con i profughi
bosniaci
e gli sloveni non si sarebbe potuto realizzare.