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teatro e carcere
rebirth-day 2013 "Le voci di dentro"
Le voci di dentro” è un progetto nato all'interno della Casa Circondariale di Lecco per dare voce a chi ha sbagliato e, in carcere, sta scontando la sua pena, con la speranza di poter rinascere e ricominciare una nuova vita.
È il tentativo di stabilire un contatto con la realtà quotidiana da parte di chi sta vivendo in un mondo chiuso, nascosto agli occhi di tutti e spesso dimenticato; è la voglia di raccontarsi e di raccontare, a chi sta fuori, un pezzetto di vita rinchiusa in una cella, con il desiderio, un giorno, di tornare a vivere e a sperare.
Ascoltare le loro parole significa non far morire la speranza.


altro materiale di documentazione:

presentazione installazione >


trascrizioni delle voci >

progetto carcere 2013 >

progetto carcere 1999 >
  il video fa parte dell'installazione "le voci di dentro"  

 

una scuola elementare incontra i detenuti in carcere

Da parecchi anni la cooperativa unoteatro realizza laboratori teatrali nella Casa Circondariale di Lecco.
Obiettivo dell’attività di teatro in carcere non è mai stato solo quello di “occupare il tempo libero dei detenuti”, ma anche e soprattutto quello di utilizzare il teatro per costruire momenti di contatto fra il territorio, la città e il carcere; fra i cittadini e i detenuti; fra la vita dentro e fuori dalle mura del carcere.
Di seguito riportiamo la lettera che i detenuti della Casa Circondariale di Lecco hanno scritto alla città dopo una delle esperienze di laboratorio teatrale che ha permesso loro di incontrare, all’interno del carcere, due classi di una scuola elementare del territorio per assistere allo spettacolo preparato appositamente per i bambini.
"Uno spettacolo teatrale intitolato "IL RITORNO DELLA PRIMAVERA" è andato in scena nella Casa Circondariale di Lecco il 31 marzo 1999, ma a differenza di altri spettacoli in cui veniva una compagnia teatrale, questa volta gli attori erano i detenuti e gli spettatori i bambini della scuola elementare di Acquate
Per noi è stata un'esperienza bellissima, abbiamo vissuto una mattinata di intensità straordinaria grazie alla spontaneità e intraprendenza dei bambini che non si sono certo impressionati dalla struttura muraria e sono stati i veri protagonisti della mattinata; le loro domande, il loro interessamento e il loro entusiasmo ci hanno contagiato e si è creato un momento davvero speciale.
Grazie a questa iniziativa, di cui vogliamo ringraziare tutti i promotori, abbiamo avuto la possibilità di dare un'immagine diversa da quella stereotipata che ha di solito chi vede il carcere come un pianeta lontano e comunque isolato dal resto del mondo,e siamo contenti che il nostro messaggio fosse rivolto ai bambini perché sono immuni da preconcetti e hanno saputo vivere e farci vivere il momento per quello che era senza farci pesare la nostra condizione di detenuti.
La nostra speranza è quella di essere riusciti a trasmettere qualcosa di positivo, e che questa esperienza non sia un episodio isolato ma sia l'inizio di un rapporto che ci permetta di confrontarci con la realtà esterna e che ci dia la possibilità di farci conoscere per quello che siamo realmente, con i nostri difetti, le nostre debolezze, ma anche col desiderio di riscatto che c'è in ognuno di noi."
Gli attori del laboratorio di teatro